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La psicoanalisi ha offerto un contributo fondamentale alla comprensione dei fenomeni psicosomatici, superando il dualismo cartesiano tra mente e corpo.

1. Il Contributo Iniziale di Freud

Inizialmente, Freud distinse tra:

  • Nevrosi di conversione (Isteria): Dove il conflitto psichico inconscio viene simbolizzato e trasformato in un sintomo corporeo (es. paralisi isterica). Il sintomo ha un significato e può essere interpretato.
  • Nevrosi d’organo/Psicosi d’organo (Meng): Riferite a disturbi organici senza un chiaro significato simbolico, dove l’affetto “incapsulato” non riesce a trovare una via di scarica o espressione psichica.

2. La Scuola di Chicago (F. Alexander)

Franz Alexander è considerato uno dei fondatori della moderna medicina psicosomatica.

  • Specificità del conflitto: Alexander ipotizzò che specifiche costellazioni di conflitti emotivi (inconsci) fossero correlate a specifiche malattie organiche (es. rabbia inespressa correlata all’ipertensione, dipendenza orale non soddisfatta all’ulcera peptica). Questo è noto come il concetto delle “sette malattie psicosomatiche” o specificità psicogena.
  • Stress e Sistema Nervoso Autonomo: Il conflitto psichico cronico si tradurrebbe in una stimolazione persistente del Sistema Nervoso Autonomo, portando a modificazioni fisiologiche e, a lungo termine, a danno organico.

3. La Scuola Psicosomatica di Parigi

Questo filone ha introdotto concetti cruciali per la clinica dei disturbi gravi:

  • Pensiero Operatorio (Pierre Marty): Descrive uno stile di funzionamento mentale caratterizzato da una povertà di fantasie, di sogni e di connessioni emotive. La mente è “attaccata” ai fatti concreti e ai dettagli materiali, senza la capacità di elaborare emotivamente l’esperienza. Questo deficit di mentalizzazione renderebbe l’individuo vulnerabile alla somatizzazione, poiché l’eccitazione e l’angoscia non possono essere trasformate in rappresentazioni psichiche (parole, fantasie) e vengono quindi scaricate nel corpo.
  • Alessitimia (Peter Sifneos): Significa letteralmente “mancanza di parole per le emozioni”. È l’incapacità di identificare e descrivere i propri sentimenti. Questo è strettamente associato al pensiero operatorio ed è visto come un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie psicosomatiche.

Il Fenomeno Psicosomatico in Clinica

La clinica psicoanalitica si concentra sull’assenza di simbolizzazione e sulla difficoltà di mentalizzazione nel paziente psicosomatico.

  • Il corpo “parla” per mancanza di parole: Se nel caso dell’isteria il corpo esprime un significato (un messaggio), nei disturbi psicosomatici il corpo non simbolizza, ma “agisce” (acting out corporeo) un affetto non pensato o un trauma non elaborato.
  • La Scissione Mente-Corpo: Spesso si osserva una scissione, dove il paziente tende a parlare della propria malattia organica con grande distacco emotivo, concentrandosi solo sugli aspetti medici e funzionali, come se il corpo fosse un oggetto esterno, un meccanismo rotto, piuttosto che parte del proprio sé.

Obiettivi del Trattamento Psicoanalitico:

  1. Restituire la parola all’affetto: Aiutare il paziente a trasformare l’eccitazione somatica e l’angoscia in espressioni psichiche (sentimenti, fantasie, ricordi).
  2. Ristabilire il legame mente-corpo: Favorire la riappropriazione del corpo come parte integrante del Sé.
  3. Promuovere la mentalizzazione: Sviluppare la capacità di riflettere sui propri stati interni e sulle relazioni, uscendo dal pensiero operatorio.

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