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L’uso prolungato dello smartphone e le ricadute sulla salute mentale

 

Nonostante non vi siano, al momento attuale, dati certi che possano fare pensare ad una correlazione tra uso prolungato di Device elettronici e la comparsa di una sintomatologia psichica di una certa entità, è anche vero che compaiono su riviste internazionali (The Lancet, ecc…) i primi articoli che riportano un dato interessante, ovvero una incrementale attivazione dei neurotrasmettitori che modulano lo stato ansioso in soggetti di tutte le età.

Sembra, quindi, che sia possibile andare incontro ad un aumentare dei livelli di cortisolo nel sangue e, dunque, di uno stato di allerta superiore a quello che normalmente, quella persona, attiverebbe.

L’utilizzo forsennato di dispositivi elettronici non risulta prevalente in uno specifico range evolutivo, ma anzi sembra essere trasversale ad ogni età;

Le persone tendono a sperimentare forme blande di dipendenza da questi ultimi in virtù del fatto che entra in gioco un circolo vizioso, per il quale più si è connessi, maggiori probabilità si hanno di essere “parte” di un sistema di relazioni (se pur virtuali). E questo accade perché le relazioni in sé si sono impoverite a causa di un effetto domino per il quale il tempo è sempre più scarso, le società sono sempre più competitive, gli affetti vengono centellinati sempre per mancanza di tempo.

Cosa è quindi importante sul piano psicologico, al fine di preservare una sana attività mentale?

a. Imparare a gestire in modo efficace il tempo nell’arco delle 24H.

b. Sostenere il più possibile i rapporti interpersonali e curarli come se dovessimo occuparci di noi stessi.

c. Non procrastinare il fatto di poter e dover incontrare qualcuno, ma imporsi e sollecitarsi ad una maggiore prosocialità.

d. Imparare ad usare lo smartphone in modo intelligente e consapevole, sapendo che ciò che è utile sta proprio nell’uso razionale della tecnologia e non tanto dello strumento in quanto tale.

 

 

 

I cambiamenti ci spaventano?

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Se dovessimo tracciare una linea (rappresentativa del nostro arco di vita) su di un  foglio bianco e ne dovessimo evidenziare momenti positivi e momenti con segno meno, noteremmo certamente una variabilità significativa. La maggior parte delle persone sottoposte a questo esperimento segnala e descrive cambiamenti repentini, all’interno dei quali, molte cose subiscono una inflessione. Sul piano strettamente psicologico occorre fare alcune precisazioni: che cosa spaventa di più, il fatto di dover abbandonare delle certezze o, piuttosto, il senso di estraneità nei confronti del nuovo?

Da numerose indagini effettuate in laboratorio, si è notato come sia certamente il nuovo, il non conosciuto a spaventare maggiormente. La ciclicità di un determinato fenomeno assicura tranquillità e mantiene il livello di Arousal verso il basso. In definitiva, lo Psicologo e Psicoterapeuta interviene in tutti quei casi nei quali la persona ha subito per anni un declino ed una variazione repentina della propria vita, accumulando esperienze negative molteplici. Di fatto la terapia ha la funzione di supporto e di contenimento delle problematiche del soggetto, nonché il ruolo di catalizzatore di tutte le risorse ed energie indispensabili del soggetto per poter procedere nella propria vita.

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