+39 3491643371 info@ilariabellavia.it

Ricordare aiuta a superare i traumi?

images21

Molti soggetti sono inclini a pensare che certi vissuti del proprio passato vengano relegati nell’area del “non ricordo” solo per il fatto che sono di per se’ dolorosi e spiacevoli.

Nel pensiero comune si puo’ pensare che accada effettivamente un processo simile, meglio definito come processo di rimozione, ovvero: ‘quell’episodio mi ha fatto stare molto male e dunque faccio in modo di non ri-evocarlo piu’ alla memoria’.

In senso scientifico le cose non stanno proprio cosi’: sulla base di studi approfonditi e grazie al contributo delle Neuroscienze sappiamo che, per esempio, il ruolo dell’inconscio e’ stato declassato in fatto di importanza e di attendibilita’ (anche se la Psicoanalisi ancora oggi ne sottolinea il primato nella cura dei disturbi mentali).

La memoria, non come semplice traguardo rispetto a ricordi e vissuti del passato, ma in quanto ‘motore’ che spinge l’individuo a connettere emozioni e ricordi (siano essi procedurali, semantici) in vista di una proficua riuscita terapeutica.

Niente di piu’ difficile, anche perche’ in alcuni quadri psicopatologici (vedi il soggetto alessitimico) lavorare sulle  emozioni rappresenta un primo obiettivo da raggiungere propedeutico a qualsiasi altra forma di cura.

 images22

La fobia sociale: cos’e’ e come affrontarla

index18

Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V) definisce la fobia sociale come una vera e propria patologia diffusa nella popolazione generale.

Infatti, coloro che sono affetti da tale sintomatologia mostrano anche una notevole difficoltà di gestione delle emozioni che ne derivano, portando il più delle volte ad isolamento sociale, professionale e anche relazionale.

Quindi, il fobico sociale per ovviare al problema attua dei comportamenti che potrebbero essere, a sua detta, risolutivi come ad esempio usare sostanze o ritirarsi fino a negarsi la vita stessa (casi molto estremi).

Come possiamo pensare di autare un soggetto che soffre di questa condizione?

Innanzitutto la fobia sociale, come descritto nel DSM, non equivale alla sensazione di paura, timore e semplice timidezza, e’ qualcosa di piu. Le caratteristiche che la differenziano dal semplice timore sono la pervasivita’ e il forte accento invalidante nella vita del soggetto. Il fobico sociale difficilmente si lascia coinvolgere in attivita’ collettive in cui possa rendersi necessario esporsi.

Perche’ la psicoterapia puo’ essere di aiuto??

Ovviamente perche’ andare in psicoterapia rimanda ad un concetto fondamentale, quello di relazione. La relazione tra due soggetti assume rilevanza terapeutica nel momento in cui, uno dei due, e’ chiamato in causa dall’altro soggetto per “controbilanciare” una situazione di disagio, sofferenza e disadattamento in atto.

Nel concetto di co-costruzione di una relazione si racchiude il significato piu’ recondito dell’atto terapeutico. Due soggetti che condividono un percorso.

Il soggetto fobico trae quindi giovamento da una psicoterapia nel momento in cui si trova a poter co-costruire col terapeuta una relazione efficace e di cura.

 

 images19

Preadolescenza

Con il termine preadolescenza si intende un’età dell’ individuo inclusa tra gli 11 e i 14 anni. Questa si differenzia dall’adolescenza, il periodo successivo, che varia a seconda dei sessi ed è compresa tra i 15 e i 21 anni esclusi.

 Caratteristiche preadolescenziali

Quest’età è differente dall’adolescenza vera e propria, poiché in teoria i cambiamenti fisici (dovuti agli ormoni risvegliati nel corpo) cominciano appena ad accennarsi. L’adolescenza è l’età in bilico tra l’infanzia e l’età adulta, invece la preadolescenza è l’eta in bilico tra l’infanzia e l’adolescenza.

Il preadolescente è poco più di un bambino, caratterialmente pensa come un bambino, le caratteristiche che lo differenziano da esso fisicamente sono l’altezza un po’ più sviluppata dei suoi coetanei e un leggerissimo accenno del seno nelle femmine.

Patologie correlate

Molte sono le malattie che si manifestano in questa età, e alcune hanno la loro massima incidenza proprio in questo periodo come per la sindrome di Tourette, inoltre si mostrano molti casi di asma soprattutto se negli anni precedenti si sono avuti casi di rinite allergica.Viene considerata l’età (intorno agli 11 anni) in cui può manifestarsi adiposità generalizzata, che preannuncia nel preadolescente l’obesità.

 

La-costruzione-di-narrative-personali-in-terapia-cognitiva-parte-seconda-©-frenta-Fotolia.com_-300x212

Call Now Button