+39 3491643371 info@ilariabellavia.it

La separazione: genitori che formano nuove coppie

gg-200407478-001

 

Quando posso dire a mio figlio che ho un nuovo compagno?

Generalmente, molte persone mi chiedono aiuto proprio per affrontare fasi come questa: non è semplice comunicare al proprio figlio, in seguito ad una separazione, che stiamo formando o abbiamo appena formato una nuova coppia. La cosa migliore è non accelerare i tempi, non creare forzature ma, piuttosto, trovare naturalmente che le cose si dispieghino “da sole”, all’interno di una comunicazione attenta, sensibile ai bisogni dei figli.

Come posso gestire la gelosia di mio figlio verso il nuovo partner?

Attraverso il canale comunicativo/emozionale della gelosia, il figlio non fa altro che imprimere nel genitore una richiesta di  attenzione, di “voler essere visto”. Il tema della gelosia dei figli nei confronti dei genitori potremmo allinearla ad una forma di “attaccamento non appagato”, un pò come se vostro figlio vi dicesse: ” Ci sono anche io, sono qui per ricevere amore e tenerezza”.

La situazione, all’interno di coppie ri-costituite, si complica ulteriormente in quanto l’altro della coppia non è il genitore biologico. In questi casi, a maggior ragione, il processo di sensibilizzazione del genitore alla tematica dell’attaccamento dei propri figli, risulta cruciale e da non sottovalutare.

Se mio figlio si rifiuta di accettare la presenza del nuovo compagno in casa, cosa devo fare?

In questi casi è importante avviare un percorso di consulenza e di psicoterapia con un professionista che “guidi” dall’esterno questa fase. Evidentemente, alla base di questo rifiuto, ci sono conflitti e malesseri non elaborati da parte del figlio e/o della coppia genitore/figlio.

Come posso fare per aiutare i miei figli a trovare un posto nel nuovo nucleo familiare?

Compiuti una serie di step preliminari, la sensazione sarà quella di “aver scollinato una enorme montagna”. Ebbene, ora è giunto il momento di “ritagliare su misura del figlio” un posto all’interno del nuovo nucleo, tenendo conto dei bisogni di ciascun membro. Teoricamente le cose, in questo stadio, potrebbero risultare “in discesa”, in linea più pratica non sempre è così.

 

gg-sb10069045n-001

Smettere di fumare

Il video ripropone quello che tutti sappiamo riguardo ai danni che il fumo provoca in molti soggetti, all’interno della popolazione mondiale. (https://it.notizie.yahoo.com/video/il-video-shock-per-smettere-115003064.html)
Ciò non basta però a dissuadere gran parte di loro dal fare a meno di fumare quotidianamente.
La nicotina, sostanza che induce dipendenza, ha un alto potere attrattivo su soggetti che fumano con una certa continuità.

L’intervento del professionista

Alcuni punti-chiave vi aiuteranno a comprendere perchè è utile rivolgersi ad un professionista esperto in tematiche di dipendenza da sostanze e perchè è bene riporre in tale intervento il massimo della fiducia.

  1. Aspetti motivazionali (perchè fuma, quali vantaggi ne trae, quali sensazioni fisiche, olfattive, gustative sono per lei importanti)
  2. La fisiologia del “fumatore” ( cosa sente il suo organismo nella fase pre, peri e post fumo? descriva come si sente)
  3. La Psicologia del fumatore (che persona è? che storia di vita passata ha? che familiarità c’è nella sua famiglia in fatto di dipendenza da nicotina?)
  4. Costi e benefici (utilizziamo una sorta di bilancia sulla quale porre costi e benefici di chi si dichiara “fumatore incallito”)
  5. Punto fondamentale: la terapia attraverso tecniche specifiche di ri-cognizione delle cause che creano la dipendenza da nicotina. Questo è il punto più importante che potete raggiungere solo se vi rivolgerete ad un professionista esperto in questa area.

Come è bene operare in questi casi

In riferimento alla mia esperienza all’interno di comunità per il recupero di soggetti con dipendenza da sostanze, tendo a strutturare l’intervento secondo un protocollo, ormai abbondantemente sperimentato, che si sviluppa secondo determinati parametri .

L’importante è, invece, informarvi sul fatto che il percorso di presa in carico terapeutica ha una riuscita che si aggira intorno all’80% dei casi su una casistica piuttosto ampia.

 

gg-86508608

 

DSM 5: le nuove frontiere della conoscenza psichica

Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM) è ed è stato, sin dalla sua nascita, considerato come un valido strumento di diagnosi della malattia mentale.

Anche gli Psicologi, oltre agli Psichiatri, hanno teso a riferirsi, spesse volte, ad un inquadramento diagnostico oggettivabile e standardizzato con l’ausilio di tale strumento.

Attualmente la versione numero V, della quale potete avere maggiori informazioni su www.raffaellocortina.it/dsm-5, evidenzia chiari cambiamenti rispetto alle versioni precedenti. In particolare vengono proposti nuovi modelli e nuove scale di valutazione. Si suggeriscono consigli sulla fase della diagnosi e sulla pianificazione di un trattamento evidence-based. E’ stato eliminato il sistema multiassiale, nonchè rivisto l’approccio basato sul ciclo di vita e le correlazioni con i fattori culturali e di genere.

 

Call Now Button