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Ciò che fa bene alla coppia, in alcuni brevi punti

E’ vero che le relazioni intime sono una delle cose più importanti della vita. Quando funzionano, infatti, fanno superare le giornate difficili e aiutano a capire cosa è davvero importante.

Che si sia insieme da vent’anni o da cinque mesi, ogni relazione può trarre beneficio da un’azione, piuttosto che da un’altra. Queste azioni non devono necessariamente essere stravaganti; possono invece essere realizzate quotidianamente, bastano pochi accorgimenti che però è necessario ripetere quotidianamente.

Ad esempio:

  • Ascoltare attivamente il partner

Ascoltare attivamente è diverso dal guardare il telegiornale e contemporaneamente ascoltare il racconto della giornata. Prendersi del tempo per comunicare in modo significativo può far sentire il proprio partner più importante. È importante riflettere su ciò che sta dicendo e fare eventualmente domande per capire esattamente cosa intenda dire.

  • Passare del tempo in due

Trascorrere del tempo da soli, senza intrusioni, può davvero rafforzare la connessione di una coppia: eliminare le distrazioni può migliorare la qualità del tempo che si trascorre insieme e lasciare spazio ad esperienze che portano serenità, felicità o eccitazione. Pianificare dei momenti “a due” può anche aggiungere eccitazione alla vita quotidiana grazie all’attesa: una cenetta – ma anche la serata davanti alla tv a vedere la serie preferita dopo che i bambini si sono addormentati – offrono un’esperienza da poter pregustare durante l’attesa.

  • Prendere in considerazione il contributo reciproco alla vita dell’altro/a

Non è necessario scrivere ogni settimana una lettera d’amore di tre pagine, ma si potrebbe fare semplicemente un commento durante una conversazione, del tipo: “Grazie per aver parlato con me. Sono felice di avertelo raccontato.“

È possibile esprimere la propria gratitudine per la compagnia del partner o riconoscere qualcosa che ha fatto. È anche importante riconoscere il contributo del partner a un livello più profondo: ad esempio pensare a come sarebbe la propria vita senza di lui o lei o riflettere su un momento importante che è stato condiviso di recente – e poi esprimere queste riflessioni – può avere un significato e un significato molto importante.

  • Esprimere il desiderio fisico al partner

Il contatto fisico o sessuale è qualcosa di unico in una coppia, soprattutto se è leggero e divertente, e può ricordare a entrambi l’intima connessione che si condivide insieme. Anche appoggiare semplicemente la mano sul partner, darsi una carezza mentre ci si prepara per andare al lavoro, abbracciarlo un po’ più a lungo, possono essere gesti eccitanti e utili a ricordare un certo grado di intimità. Ricordare cosa si apprezza, anche fisicamente, del proprio partner, fare dei complimenti, è un gesto che può unire molto la coppia.

  • Fare piccoli piaceri in modo spontaneo

Fare qualcosa che si sa che il proprio partner desidera senza che lo debba chiedere. I piccoli gesti possono fare molto: non si deve necessariamente pitturare l’intero appartamento ma forse si possono raccogliere i giocattoli dei bambini, caricare la lavatrice o fermarsi al supermercato per prendere qualcosa che si sa che il partner ha terminato. Con queste piccole gentilezze si fa sapere al proprio partner non solo che lo si sta pensando, ma anche che si sta pensando a come renderlo sereno e gratificato.

Mettere in atto questi cinque piccoli accorgimenti può essere, dunque, un modo di percorrere la strada giusta per una relazione più sana e felice.

La terapia di coppia in epoca moderna

Le relazioni di coppia, se pur “navigate”, portano spesso a processi di incistamento tali da creare fratture anche di un certo rilievo.

Afferma Caterina: “Siamo sposati da 23 anni, posso dire di essere parte di una coppia affiatata, ma talvolta mi sembra che tutto sia fermo, non c’è alcuna evoluzione. Mi sento prigioniera della routine“.

In studio si sentono spesso affermazioni di questo tipo. Sembra quasi impossibile che, proprio chi afferma di far parte di una dualità ben coesa, provi emozioni di questo tipo. La psicoterapia di coppia di derivazione analitica svolge una funzione “riparatrice” di certe ferite, traumatiche e non, che fanno parte della storia di vita dei membri della coppia. Il percorso può essere doloroso e duraturo ma se ne esce con maggiore consapevolezza e motivazione ad affrontare i problemi insiti nello stare insieme. Le relazioni affettive necessitano di essere analizzate in profondità perchè, solo secondo questo modello, è possibile ricreare una autentica complicità di coppia basata su di uno scambio affettivo e sessuale proficuo.

Meglio dunque non procrastinare ma decidere di occuparsi di se stessi, cercando un professionista che possa aiutarvi ad affrontare problematiche di questo tipo.

Bambini e ansia da separazione

Il bisogno di appartenenza è primordiale. Ogni individuo, nella sua infanzia, ha sperimentato un bisogno di vicinanza e di attaccamento ad una figura di riferimento adulta.

Tuttavia, quando questo bisogno permane invariato nel corso degli anni, genera uno stato di sfferenza interna, chiamato appunto disturbo d’ansia da separazione.

Come affrontarlo?

La caratteristica principale di questo disturbo è l’eccessiva paura o ansia alla separazione dalle figure di riferimento. I sintomi più ricorrenti sono:

  1. Ansia eccessiva quando si anticipa o si sperimenta la separazione dai genitori
  2. Eccessiva paura persistente che i genitori possano ammalarsi o accadere loro qualcosa di grave, come un incidente o addirittura la morte
  3. Avversione e rifiuto a uscire da casa senza i genitori
  4. Eccessiva paura di essere soli
  5. Rifiuto di dormire lontano da casa
  6. Incubi sulla separazione
  7. Disturbi fisici (mal di testa, mal di stomaco) quando si è lontani dalle figure di attaccamento

La Psicoterapia è utile?

Il trattamento terapeutico prevede un coinvolgimento totale del bambino e, in parte, anche della famiglia. L’obiettivo sarà quello di sviluppare un senso di sicurezza e di fiducia al ritorno dei genitori oltrechè un senso fiducia nei confronti dell’ estraneo. Il focus principale è la riduzione del sintomo ansioso nel bambino.

Anche la terapia attraverso il gioco (play therapy) può essere un valido strumento per collegare pensieri ed emozioni negativi e affrontarli efficacemente.

Le relazioni amorose: perchè creano talvolta un senso di confusione?

Il sentimento di affetto e di amore per una data persona conduce spesso le persone a credere di aver trovato il partner della loro vita. L’innamoramento che, in una prima fase fa letteralmente sognare, in un secondo momento presenta anche gli aspetti meno attraenti di quella situazione.

In un recente studio su Psychoanalityc Quarterly (2018), sono state intervistate 345 donne e 352 uomini ai quali è stato chiesto di raccontare per filo e per segno cosa ricordassero, sul piaano emotivo, dell’incontro più importante della loro vita.

Si è visto che gli episodi piacevoli e quelli meno piacevoli si equivalevano in quanto a percentuale numerica.

In questo senso, numerosi casi di persone che giungono negli studi di noi specialisti, vi arrivano perchè delusi, contrariati, non disposti ad accettare la fine di una relazione importante che, credevano fermamente, fosse stata la più importante della loro vita.

Le principali differenze nel desiderio sessuale. Come gestirlo al meglio?



Chi ha una relazione stabile e di lunga data probabilmente ricorda il periodo della “luna di miele”, quei primi mesi in cui il desiderio sessuale era molto forte per entrambi e non se ne aveva mai abbastanza. Non sempre però le cose si mantengono allo stesso livello. È probabile infatti che si verifichino situazioni in cui uno dei due ha meno voglia di fare sesso.

In uno studio, da poco terminato, l’80% delle persone aveva sperimentato una mancata corrispondenza del desiderio da parte del partner nel corso dell’ultimo mese; in un altro studio le coppie riportano una discrepanza del desiderio in 5 giorni su 7! E molti studi evidenziano come i disaccordi relativi al sesso possano essere molto difficili da risolvere per una coppia (Rehman, U. S., Janssen, E., Newhouse, S., Heiman, J., Holtzworth-Munroe, A., Fallis, E., & Rafaeli, E. (2011). Marital satisfaction and communication behaviors during sexual and nonsexual conflict discussions in newlywed couples: A pilot study. Journal of Sex & MaritalTherapy, 37(2), 94-103).

Sono stati quindi condotti tre macro – studi per capire:

  1. in che modo le persone prendono la decisione di fare sesso quando il loro partner lo desidera ma il loro desiderio sessuale invece è basso;

2. se vi siano alcune persone che riescono a gestire situazioni di differente desiderio sessuale meglio di altre.

In tutti e tre gli studi è emerso che la motivazione di una persona a soddisfare il desiderio sessuale del partner – definita sexual commmunal strength (Muise, A., Impett, E. A., Kogan, A., & Desmarais, S. (2013). Keeping the spark alive: Being motivated to meet a partner’s sexual needs sustains sexual desire in long-term romantic relationships. Social Psychological and Personality Science, 4, 267-273) – svolge un ruolo fondamentale sia nella decisione di fare sesso in queste situazioni che nel mantenere una elevata soddisfazione sessuale e relazionale per entrambi i partner.

Queste persone sembrano maggiormente focalizzate sui benefici che fare sesso può avere per i loro partner, come ad esempio far sentire il loro partner amato e desiderato. Come conseguenza queste persone avevano più probabilità di impegnarsi in rapporti sessuali con i loro partner in queste situazioni e ciò portava entrambi i partner a sentirsi più soddisfatti della loro vita sessuale e della loro relazione. In altri termini essersi impegnati a soddisfare i bisogni del proprio partner ha portato ad importanti benefici per se stessi. Ed in effetti queste persone con elevata sexual commmunal strength mantenevano sentimenti di soddisfazione anche in quelle situazioni cui vi era una certa discrepanza di desiderio.

È importante, tuttavia, che questa motivazione a soddisfare le esigenze dell’altro sia autentica, cioè che derivi da un genuino piacere nel vedere il partner felice e non abbia invece a che fare con modalità relazionali difensive ed inconsce, ad esempio “se assecondo i suoi desideri mi amerà di più o non mi abbandonerà”.

In una relazione è importante che i partner siano in sintonia e cerchino di riconoscere e rispondere ai bisogni dell’altro; questo però può anche significare cogliere e comprendere il bisogno dell’altro senza necessariamente doverlo soddisfare a tutti i costi. E ciò vale anche per il sesso.

Mentre sembra che per qualsiasi relazione il desiderio sessuale attraversi fasi in cui cala o aumenta, per uno o entrambi i partner, quello che di importante questa ricerca evidenzia è che ci sono alcune persone più capaci di affrontare situazioni difficili come queste con maggiore successo ed efficacia.

Il positive parenting e l’arte di crescere figli felici?

I periodi dell’infanzia e dell’adolescenza sono
tra i momenti più delicati nella vita della persona.
Soprattutto l’infanzia, è una tappa fondamentale perchè è in quel momento che i bambini cominciano ad apprendere di essere degli
individui che meritano rispetto, fiducia, con caratteristiche
uniche e inimitabili che vanno rispettate e messe in risalto. 

Cos’è il Positive Parenting?

Nel momento in cui si diventa genitori, si entra a far parte di una relazione, ovvero un processo in cui ci sono sempre due parti coinvolte. E’ bene tenere in cosiderazione che sia l’accudente che l’accudito sono persone ognuna con le proprie esperienze, i propri vissuti, emozioni, paure, pensieri, gioie e aspettative.

Il genitore deve essere una guida autorevole per i propri figli, ma per una sana e corretta relazione genitore-bambino nessuno dei due deve prevalere sull’altro, deve esserci ugualmente spazio sia per i bisogni del grande che del più piccolo.
Nella relazione genitore-figlio, le punizioni e i ricatti non funzionano granchè per il fatto che, a lungo andare, il bambino inizierà ad usarli contro il genitore, aumentando in tal modo il sentimento di frustrazione ed impotenza nel seguire il proprio ruolo genitoriale.

Accudimento conforme e responsivo????

La responsività è la capacità di ognuno di noi a rispondere in modo adeguato alle necessità del bambino, riuscendo quindi a capire quali sono i bisogni espliciti ed impliciti del piccolo. È davvero importante che il genitore fornisca un’immagine al bambino positiva, di apertura e di punto di riferimento.
Per essere responsivi e dare un feedback positivo ai figli, i genitori devono rispondere adeguatamente all’azione intrapresa dal bambino con espressioni del viso e risposte vocali di incoraggiamento e affermazione. Con questo esempio si può comprendere come l’accudimento responsivo si metta in pratica fin da subito e non solo nel momento in cui si hanno figli un po’ più grandi.
Il genitore-osservatore deve riuscire a comprendere quali sono le esigenze e le necessità dei bambini anche quando queste non sono espressamente palesate. Così facendo il bambino si sentirà accolto, protetto e riuscirà a percepire il genitore pronto ad accogliere i suoi bisogni. Un atteggiamento responsivo permette al bambino di sviluppare un attaccamento sicuro che gli permette di esplorare il mondo in sicurezza, avere fiducia negli altri, saper contare sulla propria autostima e soprattutto essere conscio che potrà sempre contare sui propri genitori.

L’importanza della relazione e delle emozioni

Il positive parenting mette l’accento sul fatto che i genitori per mettere in atto la genitorialità positiva devono saper gestire le emozioni; in questo modo anche i più piccoli riusciranno, in determinate situazioni di stress, a reagire con maggiore calma e lucidità poiché hanno visto i genitori comportarsi in quel determinato modo.
Il compito del genitore è quello di riuscire a sviluppare nel proprio bambino la capacità di problem solving, ovvero di risoluzione dei problemi. Questo metodo aiuta i bambini a pensare con la propria testa, con lucidità e fermezza. Inoltre, permetterà loro di essere da grandi degli individui che mirano a trovare la soluzione migliore possibile.
Il problem solving permette di riuscire a gestire le emozioni, sia quelle positive che quelle negative, aiutando i bambini a chiedere aiuto quando ne sentono necessità ma soprattutto capire quando sono gli altri ad avere bisogno di aiuto. Infatti il fine ultimo di essere genitori e il reale obiettivo educativo non è quello di essere il genitore perfetto ma un genitore con pregi e difetti, accettandosi con le proprie forze e debolezze.

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