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COSA INTENDIAMO PER NEVROSI


La nevrosi è una condizione psicologica caratterizzata da un’eccessiva preoccupazione per sé, dal timore di essere malati o di perdere il controllo della propria vita, nonché da una difficoltà ad adattarsi alla realtà e a instaurare relazioni interpersonali soddisfacenti.

Le persone che ne soffrono sono spesso molto ansiose, hanno paura di tutto ciò che potrebbe accadere loro e vivono in un costante stato di allerta. Hanno anche difficoltà a socializzare e a interagire con gli altri. Le cause della nevrosi sono molteplici e non ancora del tutto chiare. Possono essere dovute a:

fattori genetici
esperienze traumatiche o stressanti
problemi relazionali.

COSA SI INTENDE PER NEVROSI OSSESSIVA
La nevrosi può declinarsi anche in un disturbo ossessivo compulsivo manifestandosi in un’alterazione dei sentimenti, dei pensieri e dei comportamenti della persona che ne soffre. I disturbi nevrotici nei pazienti di questo tipo vanno a impattare sulle normali attività mentali di tutti i giorni influenzando negativamente la routine relazionale, sociale e lavorativa. Tutto ciò, a sua volta, alimenta un generale stato di affaticamento, stanchezza mentale e disagio.

Nevrastenia
La nevrastenia è una forma di nevrosi caratterizzata da sintomi piuttosto specifici che riguardano sia la sfera fisica del paziente sia quella psichica e mentale.

La manifestazione principale di questo disturbo, infatti, è l’astenia, ossia una sensazione generale di stanchezza che riguarda sia l’attività fisica sia quella mentale (memoria, processi cognitivi, attività intellettuale).

Nevrosi fobica
La nevrosi può essere alimentata anche da una paura irrazionale verso uno specifico oggetto o determinate situazioni e sproporzionata rispetto al pericolo reale. In questi casi si parla di nevrosi fobica.

Possiamo elencare i seguenti disturbi:

claustrofobia (paura degli spazi chiusi)
agorafobia (paura degli spazi aperti)
acrofobia (paura dell’altezza)
aracnofobia (paura dei ragni)
misofobia (preoccupazione sproporzionata in merito alle norme igieniche)
tripofobia (paura dei buchi)
aerofobia (paura di volare)

NEVROSI E PSICOSI: QUALI DIFFERENZE?


La nevrosi si distingue dalla psicosi in quanto quest’ultima è in grado di alterare l’equilibrio psichico di chi ne soffre e fargli perdere il contatto con la realtà attraverso fenomeni allucinatori e cambiamenti dell’umore.

Le patologie psichiatriche sono la principale causa delle psicosi, ma anche l’abuso di droghe e sostanze psicoattive in generale. Il paziente psicotico ha una percezione totalmente distorta della realtà che lo circonda.

COME NASCE IL TERMINE NEVROSI


Il termine “nevrosi” si è diffuso molto a partire dai primi del Novecento grazie all’opera scientifica e divulgativa di Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi. Secondo Freud la nevrosi era il risultato di un compromesso tra forze che spingono verso il soddisfacimento di un desiderio nascosto e la parte dell’Io che si adatta alla realtà e alle convenzioni sociali.

Se Freud descrive la nevrosi come un conflitto tra istanze psichiche (Es, Io e Super-Io) e come un compromesso contro un desiderio inconscio inaccettabile, la psicoanalisi dei suoi successori amplia e rende più complesso questo concetto.

A partire dagli anni Settanta, lo psicoanalista Otto Kernberg amplia e rivede il concetto di nevrosi, intendendo con questo termine non tanto una patologia a sé stante, quanto piuttosto un contenitore, una categoria che include diverse possibili sindromi. Secondo Kernberg, la patologia psicologica si organizza su tre livelli: nevrotico, psicotico e borderline.

La categoria dei nevrotici include pazienti generalmente ben adattati, con buone risorse personali e problemi più vicini a temi edipici e relazionali. Le nevrosi, in questo senso, sono secondo Kernberg sindromi meno gravi, caratterizzate da ansia di media intensità, sintomi ossessivi, rimuginio e tristezza. A differenza dei nevrotici, i pazienti psicotici sono molto più gravi. Le psicopatologie psicotiche, come abbiamo accennato in precedenza, presentano deliri, allucinazioni e un elevato livello di angoscia che compromette l’adattamento sociale, relazionale e lavorativo.

Infine, tra queste due grandi categorie lo studioso Kernberg identifica la cosiddetta “organizzazione borderline di personalità”. L’organizzazione borderline di personalità include:

ansia e angoscia da moderata a grave
impulsività
meccanismi di difesa contro l’ansia che distorcono la realtà in modo evidente (scissione, proiezione)
scarsa tolleranza della frustrazione
ansia da separazione.

Le persone nevrotiche sono di solito piuttosto ansiose e insicure e possono presentare un ventaglio di sintomi variegato. La nevrosi, ad esempio, può avere sfumature più depressive, oppure manifestarsi con dubbi, impasse, difficoltà decisionali, ansia, paura, rabbia, ecc.

I cosiddetti “nevrotici” hanno una forte tendenza a rimuginare e a preoccuparsi di cose che, per la maggior parte delle persone, non rappresentano un problema. Possono anche avere difficoltà a controllare i propri sentimenti e le proprie emozioni, e a mantenere le relazioni sociali o intime con un partner.

QUALI CAUSE ALLA BASE DELLA NEVROSI?
Le cause della nevrosi sono molteplici. Possono essere di origine genetica, ambientale, psicologica o sociale. Non esiste un’unica causa in grado di spiegare tutti gli aspetti di una nevrosi. Ogni persona ha una sua storia unica, in cui intervengono diversi fattori bio-psico-sociali.

COME SI CURA LA NEVROSI?

Esistono diverse terapie efficaci contro la nevrosi, in quanto il disturbo può essere causato da diversi fattori. La terapia dipende quindi dalla causa scatenante e può variare da un individuo all’altro. Generalmente, per ridurre i sintomi della nevrosi è consigliata la psicoanalisi. In alcuni casi, inoltre, parallelamente alla psicoterapia, che lavora sulle cause della nevrosi, possono essere proposti alcuni farmaci per intervenire sui sintomi del disturbo.

Di solito, la psicoterapia psicoanalitica è il trattamento d’elezione per il disagio di tipo nevrotico.

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