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Introduzione

Il confronto con gli altri è una dimensione inevitabile dell’esperienza umana. Tuttavia, nei giovani adulti contemporanei, questo confronto ha assunto caratteristiche nuove, diventando continuo, pervasivo e spesso doloroso.

Molti giovani riferiscono la sensazione di essere costantemente indietro rispetto agli altri. Questo vissuto riguarda ambiti diversi: lavoro, relazioni, realizzazione personale. Anche in presenza di risultati oggettivamente positivi, persiste una percezione di inadeguatezza.

Il ruolo dei social media

I social media rappresentano uno spazio in cui le persone condividono versioni selezionate della propria vita. Vengono mostrati successi, momenti felici, traguardi raggiunti, mentre restano invisibili le difficoltà, i fallimenti e le incertezze.

Questo produce una distorsione percettiva. Il giovane adulto si confronta con immagini idealizzate, costruendo un paragone che è, per definizione, impari. Il proprio vissuto interno, complesso e ambivalente, viene messo a confronto con una rappresentazione esterna semplificata e positiva.

Identità e riconoscimento

Dal punto di vista evolutivo, la fase della giovane età adulta è caratterizzata dalla costruzione dell’identità. In questo processo, il riconoscimento dell’altro svolge una funzione fondamentale.

Quando il riconoscimento viene cercato prevalentemente attraverso strumenti esterni, come i social media, il rischio è che l’identità rimanga fragile e dipendente dallo sguardo altrui. Il valore personale diventa instabile, oscillando in funzione dei feedback ricevuti.

Una prospettiva psicodinamica

Il confronto continuo può riattivare vissuti più profondi legati all’autostima e al senso di sé. In particolare, può emergere una ferita narcisistica, intesa come difficoltà a mantenere un’immagine di sé stabile e positiva.

In questo contesto, l’altro non è più solo un termine di paragone, ma diventa uno specchio attraverso cui definire il proprio valore. Quando lo specchio restituisce un’immagine percepita come migliore, si attivano sentimenti di inferiorità e inadeguatezza.

Segnali clinici

Alcuni segnali che possono indicare una sofferenza legata al confronto sono:

  • uso compulsivo dei social
  • difficoltà a riconoscere i propri successi
  • autosvalutazione frequente
  • senso di vuoto o tristezza dopo l’esposizione ai social
  • invidia persistente

Questi vissuti possono compromettere il benessere psicologico e la qualità della vita.

Possibili interventi

Ridurre il problema a una semplice questione di utilizzo dei social sarebbe limitante. È necessario lavorare a un livello più profondo, aiutando la persona a costruire un senso di sé più stabile e autonomo.

La psicoterapia può offrire uno spazio in cui esplorare le radici di questi vissuti, comprendere le dinamiche interne e sviluppare nuove modalità di relazione con sé stessi e con gli altri.

Conclusione

Il confronto non è di per sé patologico. Diventa problematico quando viene utilizzato come criterio principale per definire il proprio valore. Restituire centralità all’esperienza interna è un passaggio fondamentale per costruire un’identità più solida.

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