da Dr.ssa Ilaria Bellavia
L’atto sessuale in se’ e’ un’esperienza unica sul piano delle sensazioni fisiche. Ogni soggetto ha determinate inclinazioni, modi di vivere l’esperienza nel modo migliore. La ricerca del piacere sembra essere ancora il motivo principale per cui donne e uomini tendono a sperimentare la propria sessualita’. Come Psicologi riteniamo utile, con i nostri pazienti, nei casi di problematiche come Eiaculazione precoce, anorgasmia, ecc…, intervenire con una Psicoterapia che possa analizzare a fondo la personalita’ del soggetto che ci interpella e, soprattutto, le sue aspettative piu’ o meno consce rispetto alla vita sessuale.
Fast sex o slow sex?
Secondo alcuni studiosi, inoltre, l’eiaculazione precoce non sarebbe una malattia, ma una situazione naturale e il controllo volontario dell’eiaculazione e’ il risultato di un apprendimento che avviene con l’addestramento. Secondo Leonore Tiefer, sessuologa della New York University non c’è una normalità in questo campo, così come non c’è una “normalità” nel colore dei capelli. Ci sono persone più veloci ed altre più lente.
Quando e’ realmente un problema
Molte coppie vivono con disagio tuttavia questa modalita’ repentina di giungere alla fine del rapporto. Nei casi maggiormente compromessi e’ necessario parlarne con il partner per trovare una soluzione in tempi brevi. In questo senso, oltre alle tecniche di rilassamento che aiutano a ridurre il carico di stress accumulato, vi sono approcci terapeutici che vanno nella direzione di una comprensione profonda del disagio (spesso di natura emozionale) vissuto dalla persona.

da Dr.ssa Ilaria Bellavia
Molte delle persone che “sentono le voci” vivono davvero la sensazione di avere molteplici voci nella testa, ognuna con un carattere distinto. Alcuni individui, inoltre, provano anche effetti dolorosi sui loro corpi. Lo rivela un importante studio, condotto dalle università americane di Durham e Stanford, che potrebbe rovesciare alcune credenze tradizionali sul tema. La ricerca mette in luce la complessità di questi meccanismi e spiega anche come le allucinazioni auditive (una terminologia più corretta per indicare il fenomeno) possono colpire chiunque, non solo chi è affetto da disturbi mentali.
Il lavoro, appena pubblicato su The Lancet Psychiatry è stato condotto attraverso questionari online, a cui hanno risposto 153 persone, di cui solo 26 non affette da disturbi psichici. È emerso che l’81% ha sentito voci multiple e il 70% ha riconosciuto un carattere peculiare per ogni voce. Per il 69% delle persone intervistate si tratta di voci tendenzialmente dal timbro violento, spesso legate a traumi subiti in passato. Insieme a queste “rumore di fondo”, il 66% ha detto di provare sensazioni corporee: caldo, formicolio alle mani e ai piedi. Ma non ci sono solo paura, stress e depressione: il 31% ha registrato anche emozioni positive.
Un percorso psicoterapico puo’ influire positivamente su tale quadro sintomatologico. Dati certi indicano come sia efficace un intervento tempestivo in merito a queste problematiche. Al contrario, non intervenire nell’immediatezza provoca un peggioramento del quadro clinico.

da Dr.ssa Ilaria Bellavia
Gli uomini che si fanno troppi selfie? Egositi e con tratti anti-sociali. E’ uno studio dei ricercatori della Ohio State University, pubblicato sul Journal Personality and Individual Differences, a mettere in risalto che un uomo selfie-addicted, ovvero che ha una vera e propria mania per l’autoscatto, è spesso un narciso e può presentare persino dei tratti psicopatici legati all’aggressività che possono sfociare in depressione e problemi alimentari.
Lo studio ha coinvolto 800 uomini tra i 18 e i 40 anni, ai quali è stato chiesto di compilare un questionario on line.
Oltre a chiedere con quale frequenza pubblicano loro foto sui profili Facebook o Instagram, è stato chiesto quante volte modificano le immagini prima di pubblicarle. Secondo gli autori tale ‘mania’ nasconde comportamenti narcisistici, anti-sociali, impulsivi e mancanza di empatia. Lo studio dimostra quanto la pubblicazione continua di selfie, fenomeno preoccupante soprattutto tra i ragazzi, sia fonte di disturbi legati alla sfera psicologica. Chi è ossessionato ha un problema di compulsività che andrebbe assolutamente curato. La selfie-mania, inoltre, produce grande vuoto interiore perché basata sull’apparenza, e può portare a patologie psichiche importanti come anoressia e disturbi ossessivi di controllo.