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I DSA rappresentano ad oggi uno dei maggiori quadri nosografici di cui i clinici continuano a prendersi “cura”. Siamo costantemente a contatto con realtà difficili relative a giovani pazienti (bambini, pre adolescente, adolescenti, talvolta anche giovani adulti) che ci contattano per avere un ulteriore ragguaglio su quelle che sono le difficoltà più diffuse nell’epoca moderna.

Perchè proprio l’apprendimento viene chiamato in causa?

Nella Psicologia dello Sviluppo, numerosi studiosi tra cui J. Piaget, si sono occupati di sviluppo intellettivo e di apprendimento. Come clinici abbiamo seguito pedissequamente e fedelmente la risonanze teorico-cliniche che tali studi hanno avuto sulla nostra formazione.

Ci troviamo nei nostri studi alle prese con difficoltà emozionali legate al modo di apprendere il “nuovo” o ciò che fa parte di un caleidoscopio di conoscenze astratte e non. Gli adolescenti, talvolta ignari del significato profondo di una etichetta diagnostica, ci interpellano (o meglio i loro genitori) convinti che tutto ciò sia solo una perdita di tempo.

E invece, come clinici pensiamo, all’opposto, che prima si avvia un processo di presa in carico, prima si arriva ad una prevenzione di ulteriori aggravi che possono incidere sulla personalità del giovane paziente.

Perchè più figure professionali insieme allo Psicologo?

Indispensabile dunque monitorare l’intervento con l’ausilio di più figure professionali che agevolino il decorso dell’iter diagnostico. Lo Psicologo e Psicoterapeuta è in grado di occuparsi dell’area diagnostica, ma anche di quella relativa alla prognosi del giovane paziente. Molti adolescenti cominciano un percorso di Psicoterapia per capire a fondo i risvolti che derivano da una assunzione di consapevolezza di un quadro di DSA.

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