L’approccio psicodinamico considera i sintomi come compromessi o difese da materiale inconscio inaccettabile.

I meccanismi di difesa non sono altro che:

“..un operazione mentale…inconsapevole, la cui funzione è di proteggere l’individuo dal provare eccessiva ansia. Secondo la psicoanalisi classica, tale ansia si manifesterebbe nel caso in cui l’individuo diventasse conscio di pensieri, impulsi o desideri inaccettabili. In una moderna concezione delle difese, una funzione ulteriore è la protezione del Sé, dell’autostima, e in casi estremi, dell’integrazione del Sé.”

I meccanismi di difesa servono quindi a ridurre l’ansia e l’angoscia derivante da conflitti inconsci intollerabili per la coscienza, influenzando, anzi determinando il comportamento.

I meccanismi di difesa possono essere di vario tipo:

– reversibili: ossia possono cambiare
– sono modi di gestire conflitti e affettività
– sono inconsci
– sono adattivi e patologici: ossia sono funzionali alla vita psichica. Se utilizzati rigidamente ed in eccesso causano disadattamento e psicopatologia

L’analisi dei meccanismi di difesa può aiutare nella diagnosi e nel trattamento di molte forme di disagio emotivo: ad es. un individuo con tendenza all’utilizzo della introiezione avrà maggior probabilità di sviluppare depressione o schizofrenia, mentre coloro che utilizzano maggiormente lo spostamento incapperanno più facilmente in sintomi fobici e infine chi applica di più la razionalizzazione, l’intellettualizzazione e l’isolamento svilupperà solitamente disturbi di tipo ossessivo compulsivo.

I meccanismi di difesa diventano disadattivi quando frustrano la capacità di relazionarsi con gli altri e di valutare gli aspetti della realtà. In presenza, quindi, di meccanismi di difesa disadattivi c’è una pesante distorsione della realtà ossia la realtà come percepita dall’individuo non è la realtà da tutti condivisa.

Le caratteristiche principali relative ai meccanismi di difesa disadattivi sono:

– prevalenza: si presentano spesso nella vita del soggetto

– rigidità: ossia non cambiano anche quando sarebbe necessario

– il contesto: ossia sono utilizzati indipendentemente dalla situazione

Come possiamo distinguere i vari meccanismi  di difesa?

 

a. Difese mature

-anticipazione: ci si immagina una situazione ansiogena e si pensa ai vari modi per risolverla (es. uno studente che pensa all’esame), inoltre immaginandosi la situazione e facendo fantasie su di essa si sperimenta già angoscia, tanto che questa sarà minore quando il soggetto si troverà nella situazione reale, poiché un po’ di angoscia è stata già vissuta nella fantasia. Questa meccanismo implica una certa consapevolezza.

-umorismo: si autoironizza sui propri difetti alleggerendoli e sdrammatizzandoli

-autoaffermazione: rendendosi conto del disagio che crea una certa situazione, il soggetto ha il coraggio di comunicarlo a se e agli altri

-autosservazione: data una situazione angosciosa il soggetto osserva e cerca di far emergere le cause di questa angoscia, non nascondendo nulla, questa meccanismo rivela capacità introspettiva

-sublimazione: desideri e pulsioni inconsce non desiderabili vengono incanalate in maniera accettabile

-altruismo: con questa meccanismo, il soggetto con una certa consapevolezza cerca di svolgere per altri azioni positive che gratificano i propri specifici bisogni delusi. In pratica consolando gli atri consola se stesso.

-affiliazione: caratterizzata dalla tendenza a legarsi, a cooperare con gli altri

-repressione: bandire consciamente pensieri o sentimenti inaccettabili

b. Difese ossessive

-isolamento dell’affetto: si separa l’affetto dall’ideazione, dal pensiero. Ad es. una persona che subisce un evento traumatico ha la consapevolezza dell’evento ma relega nell’inconscio il dolore e l’angoscia legato a questa.

-annullamento retroattivo: un azione simbolica viene agita per capovolgere o cancellare un pensiero o un azione inaccettabile portata a termine precedentemente

-intellettualizzazione: il soggetto fa discorsi molto intellettuali che sono un tentativo di nascondere i suo veri desideri e bisogni

c. Difese di tipo nevrotico

-rimozione: elimina dalla coscienza desideri, pensieri e fantasie inaccettabili

-formazione reattiva: consiste nel tenere lontano un desiderio o un impulso inaccettabile adottando un tratto di carattere di tipo diametralmente opposto.

Più precisamente questo avviene nei sentimenti quando ad es. si provano sentimenti ostili verso una persona e questi sentimenti non sono accettabili, si sostituiscono con sentimenti di segno contrario quindi gentilezza simpatia ecc… senza però esserne consapevoli e senza tendenze manipolatorie.

-spostamento: i sentimenti relativi a una data persona vengono reindirizzati su un’altra o su un altro oggetto, questo è tipico dei soggetto con fobia dove l’ansia è spostata da un oggetto ad un altro apparentemente innocuo, quali animali ecc..

Ad esempio, capita soprattutto in adolescenza che un conflitto con i genitori venga letteralmente spostato su un entità superiore come un professore, la polizia ecc…..

c. Difese di tipo narcisistico

-onnipotenza: il soggetto affronta le situazioni come se possedesse poteri o capacità speciali e fosse superiore agli altri

-idealizzazione: il soggetto tende ad elevare se stesso o gli altri a standard idealizzati o eccessivi, esagerando caratteristiche e comportamenti

-svalutazione: il soggetto tende a squalificare e denigrare se stesso e/o gli altri

d.Difese legate al diniego (negazione)

-negazione: una realtà spiacevole è negata, come se non esistesse

-proiezione: fantasie inconsce inaccettabili, desideri o sentimenti sono proiettati su un’altra persona che va a perdere la sua identità ma diventa per il soggetto espressione di un realtà distorta.

-razionalizzazione: il soggetto razionalizza tutto e cerca di dare a tutto una spiegazione per evitare di focalizzarsi sul vero motivo dei suoi comportamenti, cerca di dare una spiegazione e una giustificazione razionale e plausibile per ridurre, ad esempio, l’ansia di un insuccesso