Dipendere da un social network è, ad oggi, uno dei complessi più frequenti che una persona si attribuisce, pur sapendo che è possibile controllare questo tipo di inclinazione.

La maggior parte delle persone che consultano uno Psicologo per questa problematica sono persone di età compresa tra i 25 ed i 55 anni di età.

Nella società liquida, per dirla con le parole del sociologo Bauman, le sensazioni più importanti della nostra vita risultano essere ormai considerate effimere, non c’è tempo per soffermarsi a pensare ad una dimensione piacevole, che tocchi, talvolta, la nostra interiorità in modo profondo.

Cosa fa lo Psicologo/Psicoterapeuta in questi casi?

Sostiene la parte più matura del Sè di quella persona, alla ricerca di un possibile intervento chiarificatore che inglobi l’intera persona per quella che effettivamente è, oltre al fatto che ciò che la maggior parte delle persone rincorrono nella loro vita è un equilibrio interiore che consenta loro di vivere in modo sereno.

Perché la felicità? Il senso della ricerca della felicità si contrappone all’evitamento di esperienze sgradevoli mal tollerate dall’individuo in senso lato. Internet dà questa illusione, ovvero che la possibilità di esporsi agli altri, di sapere cosa gli altri fanno in qualsiasi momento, funzioni da deterrente per non impegnarsi in una ricerca seria e approfondita di sé e delle priorità che decidiamo di seguire nella nostra esistenza.

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