Difficile definire cosa porta un individuo ad una condizione di insonnia. Cominciamo col dare qualche definizione:

Il disturbo da insonnia è il più comune dei disturbi del sonno, con un tasso di prevalenza del 6-10% della popolazione ed è definito da due sistemi di classificazione. Questi due sistemi sono The International Classification of Sleep Disorders, pubblicato dall’American Academy of Sleep Medicine, che viene utilizzato dagli specialisti del sonno, e dal Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali, pubblicato dall’American Psychiatric Association, che viene utilizzato da psichiatri, psicologi e psicoterapeuti.

Dunque, si può parlare di insonnia quando:

  • si ha difficoltà ad addormentarsi, oppure
  • in presenza di ripetuti risvegli notturni oppure
  • quando ci si sveglia troppo presto al mattino (e si fa fatica a riaddormentarsi).

Queste difficoltà devono presentarsi per un periodo intenso e ripetuto. L’altra faccia della mediaglia dell’insonnia è la narcolessia che induce il soggetto ad addormentarsi in qualsiasi momento del giorno e della notte.

Ovviamente, entrambe le condizioni cliniche necessitano di un intervento di cura, anche farmacologico.

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