Quali effetti della musica sul cervello

La musica è potente come una droga. E non è uno scherzo! Salimpoor e altri colleghi (2011) hanno recentemente dimostrato che lo stimolo musicale ha lo stesso effetto di una droga psicoattiva nel nostro organismo portandolo a rilasciare dopamina nel cervello. Le sensazioni della persona in seguito ad un dato stimolo musicale possono essere sia piacevoli che spiacevoli a seconda di quale pensiero o ricordo viene evocato da quella musica.

Ascoltare musica è un’esperienza polisensoriale che va dalla semplice percezione sonora, tramite il sistema uditivo, ad una più complessa esperienza emozionale.

Oltre ad essere un’esperienza polisensoriale, la musica è anche un’esperienza aggregativa perché “ogni volta che degli esseri umani si riuniscono, per qualsiasi motivo, c’è anche la musica: matrimoni, funerali, lauree, soldati in marcia verso il fronte, eventi sportivi negli stadi, una notte di baldoria, la preghiera, una cena romantica, una mamma che culla il suo bambino per addormentarlo e gli studenti del college che studiano con la musica in sottofondo (Levitin, 2008)”.

La musica fa parte della nostra cultura e senza di essa sarebbe difficile stare. A maggior ragione nei giorni nostri dove, con i nuovi mezzi di comunicazione, a partire dalla radio fino ad arrivare a youtube, la fruizione di musica è immediata e costante nell’arco della giornata. Ci fa compagnia in macchina mentre stiamo andando al lavoro e in palestra mentre facciamo il corso di zumba; la musica accompagna gli spot pubblicitari prima del TG e i servizi stessi del TG come anche il film che ci guardiamo sul divano. Insomma, come dice Ball (2011) “la musica non è qualcosa che noi, in quanto specie, pratichiamo per scelta; essa è radicata nelle nostre funzioni cognitive e motorie, ed è implicata nel modo in cui costruiamo il nostro paesaggio sonoro”.

La musica è costituita da diversi elementi come il ritmo, il tono, il battito, la ripetizione, la frequenza, e la lirica. Tutte queste componenti arrivano al nostro cervello e vengono elaborate influenzando così le nostre emozioni.

Gli effetti della musica sull’individuo non sono, però, solo legati alle emozioni che essa suscita ma modificano anche il sistema cardiovascolare influenzando il battito cardiaco e la pressione sanguigna. Non stupisce, infatti, che la musica sia spesso usata per migliorare la performance e la concentrazione degli sportivi. Si vedono spesso, per esempio, i calciatori che, prima di entrare in campo, si isolano e ascoltano la musica che preferiscono per concentrarsi sulla partita e racimolare tutte le energie necessarie per avere una performance ottimale sul campo.

Essa non viene, però, solo utilizzata per acquisire forza ed energia ma, al contrario, può essere anche utilizzata per rilassarsi.

Finora abbiamo parlato di musica in generale ma, come ben si sa, esistono svariati generi e stili di musica che provocano nell’individuo effetti talvolta molto diversi. Sappiamo, per esempio, che la musica rilassante riduce i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) nel sangue. Al contrario, un crescendo di un’orchestra può portare ad una vasocostrizione della pelle del viso e ad un aumento della pressione sanguigna. La musica classica o meditativa, invece, riduce il dolore e lo stress. La musica ritmata, come quella dance, può migliorare l’umore, la concentrazione e la motivazione.

Ma qual è la musica che riduce maggiormente lo stress?

La musica classica riesce a diminuire maggiormente i livelli di stress. I benefici maggiori sull’organismo sono sul sistema cardiovascolare e quello immunitario che sono i due sistemi coinvolti nella risposta allo stress. Dal punto di vista mentale, questo tipo di musica aumenta la concentrazione e, soprattutto, diminuisce la depressione.

 

Qui di seguito ti propongo alcune musiche che, statisticamente, risultano essere tra le più rilassanti in assoluto:

  • Pachelbel: Canone
  • Bach: Suite per orchestra n.3
  • Schubert: Sinfonia n. 8 in si minore
  • Chopin: Notturni
  • Mozart: Concerto per pianoforte n. 21
  • Beethoven: Sinfonia n. 6
  • Musiche new age
  • Suoni della natura (ad esempio il suono di una foresta tropicale oppure il suono delle onde)