PSICOTERAPIA DELL’ ADOLESCENZA

Definire l’adolescenza in modo univoco risulta alquanto complesso. All’interno dell’ampia gamma di variabili connesse con tale periodo evolutivo, vi possiamo rintracciare alcuni punti/chiave: tale periodo evolutivo comporta talvolta un aumento dello stress e delle emozioni negative e positive. Per dirla con le neuroscienze, vi è un incremento del funzionamento delle sedi cerebrali deputate all’organizzazione e al rilascio di cortisolo, molto più che in altre fasi della vita.

Va però anche esplicitato che un intervento di sostegno psicologico e di presa in carico in adolescenza può essere una reale prevenzione di molte cause di sofferenza nella vita adulta.
Qualche volta accade che in adolescenza riemergano delle difficoltà legate a fasi dello sviluppo precedenti e di conseguenza l’adolescente si trova momentaneamente a dover affrontare una crisi senza però avere le competenze necessarie.

Utilizzando una sintesi estrema, se un bambino possiede un’identità stabile e sufficientemente strutturata, è verosimile che durante l’adolescenza l’Io del soggetto possa promuovere tutta una serie di interventi efficaci che contrasteranno in modo adeguato le molteplici crisi evidenziabili in quella fase evolutiva.

Quando invece ci sono veri e propri disfunzionamenti, ad esempio riferiti alla costruzione dell’ identità nell’infanzia, il periodo adolescenziale potrà sembrare molto più burrascoso.
Un aumento dell’impulsività può manifestarsi con problemi di attenzione e di concentrazione. In alcuni casi si può verificare l’aumento di comportamenti a rischio e il coinvolgimento in situazioni pericolose.

Nello stesso modo possiamo pensare che la capacità di autoregolazione delle proprie emozioni che un bambino possiede durante l’adolescenza diventerà instabile ma non andrà completamente perduta se non nel caso in cui la capacità di autoregolazione sia stata già in partenza poco efficiente.

Sia nelle emozioni positive che in quelle negative si verifica una tendenza all’eccesso. La sofferenza che viene provata in questo periodo ad esempio, per la separazione o la rottura di una relazione può condizionare negativamente le esperienze successive e incidere sulla stima di sé molto in profondità.

L’adolescente può adottare schemi di comportamento rigidi, tendere all’isolamento o reprimere i propri bisogni proprio in risposta alla paura che essi possano essere inaccettabili o distruttivi.
Un altro fattore da considerare come causa di un aumento dei problemi in adolescenza è il contesto sociale in cui l’adolescente vive, sia esso povero di risorse o apparentemente più ricco ma più rigido e competitivo.

gg-86479639Tuttavia, in riferimento alle esperienze vissute nella clinica ed in correlazione ai dati emersi dalla letteratura, la maggior parte degli adolescenti cosiddetti “a rischio” appartiene a tutte quelle categorie clinico-nosografiche ben definite (DSM, ICD…). Manca dunque una lettura del disagio psichico in Adolescenza che contempli il fattore maturazionale ed evolutivo e non solo quello categoriale.

Disagi Affrontati

L’adolescenza è un periodo fluido dove si possono osservare grossi cambiamenti in tempi brevi perciò i Disturbi Psicologici in adolescenza vanno compresi con pazienza, nel tempo, perché sono spesso il frutto di quadri clinici molto complicati.
Un buon intervento in adolescenza rappresenta una reale prevenzione di diverse patologie psicologiche, per questa ragione è bene non trascurare i segnali di disagio che un adolescente manda.
Un intervento tempestivo richiede un impegno anche quando la situazione non è ancora diventata cronica ed insopportabile in questi casi si possono ottenere risultati migliori.

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  • Disturbi d’Ansia

  • Problemi di Comportamento

  • Depressione

  • Problemi Scolastici

  • Disturbi del Comportamento Alimentare

  • Scompensi Adolescenziali

  • Psicosi

  • Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD)

  • Disturbi dei Sintomi Somatici

  • Ritardo Mentale