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La PAS è una sindrome assai complessa e ambigua, per cui è difficile da riconoscere, considerando che i professionisti hanno soltanto l’osservazione clinica ad aiutarli, senza l’utilizzo di alcuno strumento specifico.
Di seguito viene riportata la principale sintomatologia che caratterizza la PAS:

  • Campagna di denigrazione: rifiuto ossessivo del bambino nei confronti del genitore alienato;
  • Motivazioni superficiali o assurde alla base del comportamento denigratorio;
  • Assenza di ambivalenza: il genitore alienante è assolutamente buono e il genitore alienato è totalmente cattivo;
  • Il “pensatore indipendente”: esigenza del bambino di affermare in modo esplicito che il suo odio verso il genitore alienato dipende solo da una sua decisione presa in modo indipendente;
  • Le “sceneggiature prese in prestito”: utilizza termini o frasi fuori luogo per la sua età e quindi derivanti dal genitore alienante;
  • Nessun senso di colpa: completa inosservanza per i sentimenti del genitore alienato;
  • “Razzismo familiare”: oltre al genitore alienato, il bambino rifiuta anche la sua famiglia d’origine;
  • Sostegno al genitore alienante: le sue accuse sono assolutamente vere.

Inoltre, vengono citati alcuni criteri relativi alla relazione tra il minore e la coppia genitoriale:

  • Difficoltà durante la transizione tra i due genitori, manifestando il rifiuto nell’incontrare il genitore alienato e, a volte, somatizzando il disagio;
  • Comportamento provocatorio durante il periodo trascorso col genitore bersaglio, scatenando una reazione che possa poi giustificare le sue accuse e il suo astio;
  • Legame esclusivo e invischiato col genitore alienante;
  • Cambiamento comportamentale improvviso e ingiustificato del bambino nei confronti del genitore bersaglio, con il quale prima aveva un rapporto affettivo.

Infine, un ultimo criterio di riconoscimento del processo alienante, è il deterioramento della relazione tra genitore e figlio subito dopo la separazione che, a livello psicologico, si traduce come una reazione esagerata di paura del bambino alla sola presenza dell’altro genitore.

Si tratta quindi di un disturbo della relazione all’interno del sistema familiare di appartenenza del minore, una sorta di distorsione dei sentimenti del figlio nei confronti del genitore bersaglio che vengono “manomessi” dal genitore alienante, convincendolo che l’ex-coniuge non è affidabile, disponibile e/o accogliente.
Il bambino quindi si ritrova a dover elaborare due messaggi del genitore affidatario: l’inaffidabilità e l’indisponibilità del genitore alienato e la possibile perdita della relazione col genitore alienante se deciderà di mantenere un rapporto d’affetto con l’altro.

Molto spesso, le coppie che fanno emergere questo tipo di problematica, presentano una cristallizzazione su posizioni relazionali polarizzate o sull’escalation simmetrica (nessuno accetta mai di essere in una posizione di down) o sull’escalation complementare (uno è sempre più sottomesso all’altro). Sarebbe bene una presa in carico della coppia da parte di un terapeuta, anche consigliata da amici e familiari, per aiutarli nel processo di mediazione che accompagna una separazione o un divorzio, soprattutto se il cambiamento nel bambino è così immediato e sintomatico.

 

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