In ogni uomo si nasconde un maltrattante?

In ogni uomo si nasconde un maltrattante?

La psicologia, che ha il pregio di non poter prescindere dagli individui, dalle loro relazioni, dalla loro mente, non può che rispondere: no, non in ogni uomo si annida un maltrattante. Non “tutti” gli esseri umani di genere maschile picchierebbero, umilierebbero o peggio ancora ucciderebbero le loro compagne. C’è un termine infatti che nelle sue diverse declinazioni proprio non appartiene alle teoria e alle prassi psicologiche ed è “tutti”. È impossibile per gli psicologi esplorare un fenomeno umano senza considerare le variabili relazionali, storiche, culturali e simboliche, e la violenza all’interno delle relazioni intime non fa eccezione.

In un’ottica psicologica, la differenza di genere è una variabile fondamentale che fornisce i contenuti e le modalità con cui la violenza può essere espressa e concepita da un uomo violento, ma non è la variabile da cui inequivocabilmente origina la violenza. Ed è questo il motivo per cui possiamo affermare che un essere umano non è violento perché è maschio.

Gli uomini, maschi, non sono “tutti” uguali, come non lo sono le donne e i bambini. Non lo sono in ogni loro espressione e comportamento. Non “tutti” amano allo stesso modo, mangiano allo stesso modo, camminano allo stesso modo, pensano allo stesso modo. Anche qui, ahimè, la violenza non fa eccezione, non “tutti” sono violenti allo stesso modo e non “tutti” sono mossi dalle stesse dinamiche interne.

Può succedere allora che gli autori di violenza siano uomini che non hanno mai avuto comportamenti maltrattanti e/o violenti nei confronti della partner, ma ad un certo punto li mettono in atto per delle circostanze che si verificano. Oppure, può trattarsi di uomini che aggrediscono all’interno di una situazione di conflittualità di coppia molto alta.

Diverso ancora è il caso in cui alcuni uomini agiscono un comportamento maltrattante, che prevede una condotta di sopraffazione sistematica, programmata e unilaterale. Spesso queste persone non possono fare a meno di essere violente nella relazione intima, la quale quindi è violenta sempre, con ogni partner passato e presente, indipendentemente dal mutare delle circostanze.

In quest’ultimo caso il fenomeno si complica, o meglio si aggrava. Siamo in presenza di un modo di funzionare rigido che spesso si definisce in un assetto psicologico patologico chiamato comunemente disturbo di personalità. Da un punto di vista psicologico, un disturbo di personalità può essere pensato come un modo esacerbato, limitante e radicalizzato di sperimentare vissuti su sé stessi, gli altri, e sé stessi in relazione agli altri.