I periodi dell’infanzia e dell’adolescenza sono
tra i momenti più delicati nella vita della persona.
Soprattutto l’infanzia, è una tappa fondamentale perchè è in quel momento che i bambini cominciano ad apprendere di essere degli
individui che meritano rispetto, fiducia, con caratteristiche
uniche e inimitabili che vanno rispettate e messe in risalto. 

Cos’è il Positive Parenting?

Nel momento in cui si diventa genitori, si entra a far parte di una relazione, ovvero un processo in cui ci sono sempre due parti coinvolte. E’ bene tenere in cosiderazione che sia l’accudente che l’accudito sono persone ognuna con le proprie esperienze, i propri vissuti, emozioni, paure, pensieri, gioie e aspettative.

Il genitore deve essere una guida autorevole per i propri figli, ma per una sana e corretta relazione genitore-bambino nessuno dei due deve prevalere sull’altro, deve esserci ugualmente spazio sia per i bisogni del grande che del più piccolo.
Nella relazione genitore-figlio, le punizioni e i ricatti non funzionano granchè per il fatto che, a lungo andare, il bambino inizierà ad usarli contro il genitore, aumentando in tal modo il sentimento di frustrazione ed impotenza nel seguire il proprio ruolo genitoriale.

Accudimento conforme e responsivo????

La responsività è la capacità di ognuno di noi a rispondere in modo adeguato alle necessità del bambino, riuscendo quindi a capire quali sono i bisogni espliciti ed impliciti del piccolo. È davvero importante che il genitore fornisca un’immagine al bambino positiva, di apertura e di punto di riferimento.
Per essere responsivi e dare un feedback positivo ai figli, i genitori devono rispondere adeguatamente all’azione intrapresa dal bambino con espressioni del viso e risposte vocali di incoraggiamento e affermazione. Con questo esempio si può comprendere come l’accudimento responsivo si metta in pratica fin da subito e non solo nel momento in cui si hanno figli un po’ più grandi.
Il genitore-osservatore deve riuscire a comprendere quali sono le esigenze e le necessità dei bambini anche quando queste non sono espressamente palesate. Così facendo il bambino si sentirà accolto, protetto e riuscirà a percepire il genitore pronto ad accogliere i suoi bisogni. Un atteggiamento responsivo permette al bambino di sviluppare un attaccamento sicuro che gli permette di esplorare il mondo in sicurezza, avere fiducia negli altri, saper contare sulla propria autostima e soprattutto essere conscio che potrà sempre contare sui propri genitori.

L’importanza della relazione e delle emozioni

Il positive parenting mette l’accento sul fatto che i genitori per mettere in atto la genitorialità positiva devono saper gestire le emozioni; in questo modo anche i più piccoli riusciranno, in determinate situazioni di stress, a reagire con maggiore calma e lucidità poiché hanno visto i genitori comportarsi in quel determinato modo.
Il compito del genitore è quello di riuscire a sviluppare nel proprio bambino la capacità di problem solving, ovvero di risoluzione dei problemi. Questo metodo aiuta i bambini a pensare con la propria testa, con lucidità e fermezza. Inoltre, permetterà loro di essere da grandi degli individui che mirano a trovare la soluzione migliore possibile.
Il problem solving permette di riuscire a gestire le emozioni, sia quelle positive che quelle negative, aiutando i bambini a chiedere aiuto quando ne sentono necessità ma soprattutto capire quando sono gli altri ad avere bisogno di aiuto. Infatti il fine ultimo di essere genitori e il reale obiettivo educativo non è quello di essere il genitore perfetto ma un genitore con pregi e difetti, accettandosi con le proprie forze e debolezze.