• A chi può essere utile il trattamento psicologico o una psicoterapia?

Il trattamento psicologico che rendo disponibile è un processo dinamico ed intersoggettivo che si fonda sulla relazione tra paziente e psicoterapeuta e su un fine elaborato in comune, volto a migliorare il benessere e a modificare situazioni di sofferenza con mezzi prettamente verbali.
Quando qualcuno suggerisce di rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta, si sente spesso rispondere: “Ma mica sono matto io!”E di solito la persona ha ragione. Non è né matta né malata. Ha forse solo torto nel non farsi aiutare. Intraprendere un lavoro psicologico non significa per forza “essere malato”, ma quest’idea spaventa ed è quindi più facile pensare e riconoscere di avere un problema fisico anziché un problema psicologico.

  • Quali sono i motivi per decidere di iniziare una psicoterapia?

Diversi possono essere i motivi per cui una persona decide di iniziare un trattamento psicologico: l’obiettivo del mio intervento è sostenere l’individuo in un percorso evolutivo, con l’intento di aiutarlo ad affrontare e risolvere problemi che compaiono in un momento particolare della sua vita, in ambiti specifici, come quello lavorativo, familiare e così via; oppure assisterlo nella cura di disturbi d’ansia (fobie, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo e disturbo post-traumatico da stress), depressione, disturbi sessuali, disturbi di somatizzazione, conflitti di coppia (crisi coniugali eventualmente connesse anche a separazione), difficoltà relazionali e di comportamento.
E’ importante sapere che la terapia psicologica non si riduce ad un trattamento fatto da una professionista della salute (lo psicologo-psicoterapeuta) su un cliente (il paziente); essa implica invece la partecipazione e il coinvolgimento del paziente stesso. In questo senso, l’esito della terapia dipende sia dallo psicoterapeuta sia dal cliente, e lungi dal dare risposte preconfezionate e risoluzioni magiche, lo psicologo pone al centro dell’attenzione l’unicità e la complessità dell’individuo.

  • Quante sedute occorrono per risolvere un problema o un malesssere?

La consultazione psicologica permette, in quattro o cinque sedute, di giungere ad una visione più chiara della problematica, in cui si evidenzino i punti di forza e di debolezza dell’individuo. Focalizzare le difficoltà  e come queste siano insorte, per arrivare a concordare insieme alla persona gli interventi psicologici che possano modificare il disagio.

Una psicoterapia dura finché la persona ne sente il bisogno. Questo significa che è  la persona che valuta, in ultima istanza, dopo averne parlato con lo psicoterapeuta, l’opportunità di proseguire o interrompere la sua terapia.
Quindi la frequenza delle sedute,  non è rigida e  viene concordata con i pazienti, caso per caso.

  • A cosa serve una psicoterapia individuale?

La psicoterapia individuale dà la possibilità di fare una nuova esperienza di sé e di avere maggiore libertà di scelta nella vita, in alcuni casi di “ricominciare da capo”. Ampliando la conoscenza dei propri problemi ed elaborando i vissuti e le emozioni che ostacolano la piena espressione di sé, è possibile eliminare o attenuare i sintomi iniziali e risolvere o ridurre i conflitti di base, arrivando gradualmente ad una modificazione più ampia e profonda della propria personalità. E’ un trattamento indicato per un vasto spettro di disturbi sintomatici, caratteriali e relazionali.

  •  Quando è utile la psicoterapia di coppia? 

La psicoterapia di coppia offre uno spazio di contenimento che può consentire la ri-attivazione di un  pensiero condiviso, alla presenza di una terza persona, il terapeuta, permettendo alla coppia di riconoscere e comprendere le complesse emozioni in gioco ed i comportamenti che ne derivano e riconquistare progressivamente le proprie capacità funzionali.

  •  La terapia breve è efficace nel risolvere i problemi e disagi psicologici?

La terapia breve, viene concepita, erroneamente, come una forma di “primo soccorso”, come la soluzione di qualche aspetto pressante ma non fondamentale del problema del paziente, o un’azione di supporto in attesa di un trattamento vero e proprio. Occorre apprezzare i vantaggi pratici ed economici , individuali e sociali, della terapia breve. D’altra parte non è adeguato considerare la brevità del trattamento come uno scopo in sé, anche se definire i limiti temporali del trattamento ha alcuni effetti positivi sia sul terapeuta che sui pazienti.

La natura della terapia breve è in primo luogo una conseguenza delle premesse circa la natura dei problemi psichici e il modo di affrontarli. Il presupposto fondamentale è che, a prescindere dalle origini e dall’eziologia, i problemi che inducono le persone a rivolgersi allo psicoterapeuta persistono solo se vengono mantenuti dal comportamento attuale del paziente e di coloro che interagiscono con lui. Pertanto, se il comportamento che mantiene il problema viene eliminato o modificato in modo appropriato, il problema verrà risolto o scomparirà, a prescindere dalla sua natura, origine o durata.
La vita è costellata di eventi problematici per chiunque; la differenza sta nel “come” ognuno di noi si pone nei confronti di tali realtà, poiché ciò condurrà a mettere in atto tentativi che possono guidare non solo alla non soluzione ma, addirittura, alla complicazione del problema che si vorrebbe risolvere. Pertanto, ciò che costruisce un problema non è tanto un errore di percezione e reazione, ma la rigida perseveranza nella posizione assunta e nelle azioni che ne conseguono.

Le patologie psicologiche di solito si realizzano nell’utilizzo, da parte della persona, di una o più soluzioni che spesso sono riconosciute dallo stesso soggetto come non funzionali ma che egli non riesce a modificare. Tale rigido sistema di percezione e reazioni, nei confronti di una determinata realtà, mantiene il problema, lo complica, e spesso conduce il soggetto a essere sfiduciato nella possibilità di un cambiamento.

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