In una recente rassegna pubblicata su Internetional Journal of Psychoterapy (2000), rivista scientifica dell’ Associazione europea per la psicoterapia, si sintetizzano i seguenti effetti psicologici della meditazione:

• Sviluppo di una maggior capacità di pazienza;

• Promozione di un atteggiamento non giudicante;

• Sostiene le persone a vivere bene in situazioni incerte e instabili;

• Stimola i soggetti a prendere contatto con se stesse e la propria coscienza;

• Sviluppa nelle persone la responsabilità personale e un senso di auto-efficacia;

• Struttura, in modo più o meno duraturo, sentimenti chiari e con una certa carica emozionale che permangono nel tempo;

I primi studi sono stati pubblicati a metà degli anni Ottanta, essi hanno dimostrato che l’inserimento di dieci settimane di meditazione in un gruppo di persone in psicoterapia da anni, sembra determinare un netto miglioramento del benessere psichico dei pazienti.
Gli studi registrano un miglioramento nel 50% dei pazienti e, soprattutto, un miglioramento ancora più grande nel rapporto con lo psicoterapeuta, nonché nell’alleanza che stabiliscono con quest’ultimo/a.
Si sottolinea come nel marzo del 2003, al convegno scientifico annuale della società americana di medicina psicosomatica, sia stato presentato uno studio da parte di un gruppo di psichiatri dell’Università di Toronto, che hanno realizzato un programma di meditazione di dieci settimane con gruppi di 15-30 persone. Alla fine sono state coinvolte, a livello ospedaliero, circa 400 persone.

E’ interessante registrare che le motivazioni alla base della spinta all’iscrizione al corso siano state: ansia e stress cronico, malattie o dolori cronici e depressione.
I miglioramenti hanno riguardato in sintesi: riduzione dello stress emotivo, dei disturbi fisici, un netto miglioramento della qualità della vita, maggior senso di generale benessere, ottimismo e autocontrollo.
Inoltre, alcuni studi empirici sulla personalità dei Meditatori (2005) hanno rilevato un aumento degli stati positivi e una diminuzione di quelli negativi.

È stato visto anche che i meditatori sono più spontanei, hanno una maggiore capacità di manifestare contatto, si accettano di più e hanno una più alta considerazione di sè sono più abili ad entrare in sintonia con un’altra persona inoltre mostrano di avere meno paura della morte.Anche se gli approcci mente-corpo sono stati studiati prevalentemente sugli adulti, si è visto che tali pratiche possono arrecare dei benefici anche in ambito pediatrico.

Il rapporto costo-efficacia della meditazione sembra essere l’aspetto più difficile da quantificare, anche se in alcuni casi si sono registrate delle consistenti diminuzioni di ricorso a visite mediche e prescrizioni farmacologiche.

In ogni caso, data la possibile presenza di effetti collaterali in alcuni pazienti (paura di perdere il controllo, angoscia, ansia, agitazione, senso di vulnerabilità, pensieri disturbanti, crampi, spasmi), che però possono essere a loro volta utilizzati a scopo terapeutico, è sempre consigliabile che la tecnica venga appresa con la supervisione di un professionista ben preparato (1983).