Le profonde ferite che, spesse volte, attraversano la vita delle persone producono un contesto relazionale (cosiddetto “effetto domino”) che pone al soggetto una serie di interrogativi: chi sono? perché la mia vita mi prospetta queste cose? dopo tutto mi sono sempre comportato bene?

Di fronte a tali quesiti il soggetto è cronicamente nella condizione di dover ricercare risposte efficaci che traducano questo malessere in una condizione di maggior tranquillità.

In molteplici occasioni, però, le esperienze traumatiche in età infantile rendono difficile, da parte del soggetto, il riuscire a ricollocare tali accadimenti all’interno di una cornice coerente, che dia “spiegazioni” plausibili in merito agli accadimenti passati.

L’intervento da parte del clinico (Psicologo Psicoterapeuta), con una formazione Psicodinamica (per la quale l’esperienza traumatica riproposta all’interno della cornice terapeutica, permette la rielaborazione del vissuto traumatico), promuove la strutturazione del cosiddetto transfert, per il quale è possibile dare una chiave di lettura coesa del materiale portato in seduta.

Questo prelude a quello che viene definito processo terapeutico, nel quale la relazione tra i due (Terapeuta e paziente) altro non è che un prototipo di relazione “riparatrice” delle pregresse relazioni del paziente, le quali (spesse volte) sono state deludenti, traumatizzanti, non gratificanti sul piano affettivo.