L’eta’ del Narcisismo

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Heinz Kohut e’ considerato il caposcuola della “Psicologia del Sé”, una delle più recenti scuole psicoanalitiche, sviluppatasi negli anni ’70.

Il pensiero

Il suo pensiero psicoanalitico per certi aspetti è stato influenzato dalle teorie dello psicoanalista inglese Fairbairn, nel quale l’impianto teorico della Klein, che di per sé già si presentava come alquanto critico della teoria pulsionalista, subisce un’ulteriore revisione in senso ancor più relazionale.

Kohut si è dedicato soprattutto a studi sul narcisismo, tematica sulla quale già lo stesso Freud aveva portato la sua attenzione, soprattutto negli anni 1914 – 1922.

La “querelle” Kernberg-Kohut sul “Disturbo narcisistico di personalità”

Heinz Kohut si occupava dei cosiddetti Disturbi Narcisistici di Personalità, che identificavano una serie di difficoltà relazionali e profondi deficit nello sviluppo narcisistico.

Con la definizione borderline, lo psicoanalista Otto F. Kernberg intendeva riferirsi ad un’organizzazione di personalità, con diverse “tipologie”, tutte caratterizzate da un grado evidente di pervasività e cronicità, e tutte in qualche modo incompatibili con il funzionamento sociale.

Fra Kohut e Kernberg si creò una forte polemica relativa all’effettiva classificazione di questo genere di disturbi. Per Kernberg, infatti, i pazienti definiti “narcisistici” presentavano una particolare tipologia della sua Organizzazione Borderline di Personalità.

Effettivamente, alcune caratteristiche evidenziate nei pazienti di Kohut rispondevano a buona parte della definizione diagnostica proposta da Kernberg, a parte alcuni riferimenti alla gravità del disturbo in generale: per Kohut questi pazienti erano infatti in grado di “funzionare” nella vita di tutti i giorni, integrandosi perfettamente, dal momento che il nucleo centrale del loro problema stava in un Sé dotato di un’organizzazione narcisistica arcaica, un profondo deficit affettivo.

Ciò che emerse di questa querelle fu però una certa perplessità circa la sua sensatezza, dal momento che i pazienti trattati dall’uno risultavano essere molto diversi da quelli dell’altro: Kohut curava infatti professionisti che lamentavano senso di vuoto, forme di depressione e difficoltà relazionali; Kernberg si occupava di pazienti più gravi, a volte antisociali, aggressivi, con carenze più gravi e profonde nella loro struttura di personalità.

Influenze del pensiero kohutiano

Uno psicoanalista che svilupperà alcune opinioni espresse da Kohut in merito allo sviluppo delle dinamiche proprie del narcisismo sarà Béla Grunberger.

Anche Christopher Lasch, in “La cultura del narcisismo” (1981), riprenderà alcune tematiche proprie del pensiero psicoanalitico di Kohut.

Allievi di Kohut furono Michael Basch, Anna Ornstein, Paul Ornstein, Lotte Köhler.

Heinz Kohut e la sua scuola psicoanalitica, detta “psicologia del Sé”, vengono considerati anche tra i maggiori ispiratori della più recente corrente di psicoanalisi detta “psicoanalisi intersoggettiva”.

 

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Introversione ed Estroversione

Il tratto di introversione-estroversione è una dimensione centrale della personalità umana. Gli estroversi tendono ad essere socievoli e assertivi mentre gli introversi tendono ad essere più riservati, riflessivi e meno socievoli. Questi ultimi non sono necessariamente solitari, ma tendono comunque ad avere circoli di amici di dimensioni piuttosto ristrette e hanno meno probabilità di riuscire ad avere relazioni sociali con nuove persone. Essi in genere non hanno bisogno di cercare negli altri l’emozione perché di per sé sono propensi a fantasticare e riflettere.

I termini introversione e estroversione furono diffusi per la prima volta da Carl Gustav Jung. Praticamente tutti i tipi di personalità comprendono questi due concetti.

 

Tipi psicologici di Jung

Fu Carl Gustav Jung a creare i caratteri tipologici dell’introverso e dell’estroverso, nella sua famosa opera Tipi psicologici (Psychologische Typen, anno di pubblicazione 1921), incrociandoli con quelle che definiva come funzioni: sensazione, sentimento, intuizione, intelletto, da cui discendevano altrettanti tipi: sensoriale, sentimentale, intuitivo, logico-razionale. La sua fu la prima classificazione empirico-scientifica dei tipi psicologici. Egli prende lo spunto dalla concezione di Sigmund Freud di una libido intesa come forza motivazionale primaria e distingue una libido diretta verso l’oggetto, il mondo esterno, e una libido diretta verso il soggetto, quindi il mondo interno, l’interiorità. Da questa prima distinzione nasce la concezione degli atteggimenti estroverso e introverso, come variamente dosati all’interno della soggettività, e modulati a loro volta dalle altre quattro funzioni psicologiche.

Due, secondo Jung, sono i fondamentali principi che sono alla base del comportamento umano, due i sistemi che ne creano le motivazioni. Ad una superficiale osservazione il dividere l’umanità in due tipologie può sembrare un attacco alla individualità dell’uomo ma, al contrario, è ciò che dà un senso alla sua individualità.

La difficoltà nell’individuazione di una tipologia o di un’altra è dovuto da una parte dalla casualità ambientale e temporale e dalla volontà individuale. Introversione o estroversione classificano un modo di pensare e di conseguenza di reagire all’ambiente esterno, in base ad una tipologica visione del mondo esterno stesso. La differenza fondamentale delle due tipologie è l’attenzione particolare che una pone verso il soggetto e l’altra verso l’oggetto, una verso l’aperto, l’altra verso il chiuso: chi è attirato dall’aperto o dall’oggetto viene definito come estroverso, chi dal chiuso o dal soggetto viene definito introverso.

Introversione ed estroversione nei bambini

Se guardiamo ad esempio dei bambini, i meno corrotti dalla volontà individuale e dalla realtà ambientale, si possono notare le differenze in alcuni comportamenti tipici delle due tipologie. Il bambino introverso si porrà con attenzione, rispetto e profonda empatia nei confronti dei soggetti, i genitori, che per lui sono i grandi, gli importanti, gli incomprensibili, imprevedibili, ovvero l’aperto, e una sorta di sfida invece verso gli oggetti, un comportamento di curiosità iniziale ma anche di rapida noia. Per il bambino introverso qualsiasi comportamento dell’adulto nei suoi confronti è visto come giustificabile, il grande ha il potere di fare ciò che vuole, in poche parole parte con un atteggiamento di fiducia verso i soggetti e di sfiducia verso gli oggetti. Il bambino estroverso manifesterà attenzione agli oggetti e anche una forte affettività agli stessi, ma anche molta empatia verso gli esseri umani, che in taluni casi – dato il carattere indipendente – può indurre una sfida verso gli adulti di cui controllerà e verificherà i comportamenti.

Il bambino estroverso parte quindi con un atteggiamento di sfiducia verso i soggetti e di fiducia verso gli oggetti. Con lo sviluppo, nell’età adolescenziale, questi comportamenti tendono a sconvolgersi all’interno del gruppo familiare. L’estroverso tenderà a vedere il soggetto nemico fuori della famiglia, l’introverso comincerà a sottovalutare e persino ad odiare i soggetti familiari in quanto si accorge di averli sopravvalutati e rivolge la sua attenzione alla ricerca di soggetti all’esterno del nucleo familiare. Se con il bambino estroverso il genitore dovrà preoccuparsi di essere giusto, con il bambino introverso dovrà essere sincero, non dovrà mostrarsi più di quello che è.

 

 

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Preadolescenza

Con il termine preadolescenza si intende un’età dell’ individuo inclusa tra gli 11 e i 14 anni. Questa si differenzia dall’adolescenza, il periodo successivo, che varia a seconda dei sessi ed è compresa tra i 15 e i 21 anni esclusi.

 Caratteristiche preadolescenziali

Quest’età è differente dall’adolescenza vera e propria, poiché in teoria i cambiamenti fisici (dovuti agli ormoni risvegliati nel corpo) cominciano appena ad accennarsi. L’adolescenza è l’età in bilico tra l’infanzia e l’età adulta, invece la preadolescenza è l’eta in bilico tra l’infanzia e l’adolescenza.

Il preadolescente è poco più di un bambino, caratterialmente pensa come un bambino, le caratteristiche che lo differenziano da esso fisicamente sono l’altezza un po’ più sviluppata dei suoi coetanei e un leggerissimo accenno del seno nelle femmine.

Patologie correlate

Molte sono le malattie che si manifestano in questa età, e alcune hanno la loro massima incidenza proprio in questo periodo come per la sindrome di Tourette, inoltre si mostrano molti casi di asma soprattutto se negli anni precedenti si sono avuti casi di rinite allergica.Viene considerata l’età (intorno agli 11 anni) in cui può manifestarsi adiposità generalizzata, che preannuncia nel preadolescente l’obesità.

 

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